Santa Pasqua 2009

L'incredulità di San. Tommaso - Caravagglio

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DOMENICA DELLE PALME

ore 07,00 S.Messa
ore 08,30 S.Messa
ore 10,00 Benedizione dell'ulivo e processione dal piazzale al Santuario
ore 11,30 S.Messa
ore 16,00 Rosario
ore 16,30 S.Messa - Segue Adorazione Eucaristica
ore 18,00 S.Messa
ore 21,00 S.Messa



GIOVEDI SANTO

Ore 08.30 Lodi cantate


Ore 18.30 S. Messa in "Coena Domini"


Adorazione del SS. Sacramento fino alle 23,00


VENERDI' SANTO

Ore 08.30 Lodi cantate

Ore 15,00 Via Crucis

Ore 18,30 Celebrazione della Passione di Nostro Signore

Crocifissione di Cimabue- Chiesa S. Domenico Arezzo

Preghiera a Gesù Crocifisso

O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce: anch'io l'ho costruita con i miei peccati! La Tua bontà, che non si difende e si lascia crocifiggere, è un mistero che mi supera e mi commuove profondamente.

Signore, Tu sei venuto nel mondo per me, per cercarcarmi, per portarmi l'abbraccio del Padre: l'abbraccio che mi manca.

Tu sei il volto della bontà e della misericordia: per questo vuoi salvarmi ! Dentro di me ci sono le tenebre: vieni con la tua limpida luce. Dentro di me c'è tanto egoismo: vieni con la tua sconfinata carità. Dentro di me ci sono rancore e malignità: vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.

Signore, il peccatore da salvare, sono io:il figliol prodigo che deve ritornare, sono io! Signore, concedimi il dono delle lacrime per trovare la libertà, la pace con Te e la gioia in Te. Amen

(Mons. Angelo Comastri)

 

Via Crucis del Card. Giacomo Biffi

 

Via Crucis con Maria




SABATO SANTO

Ore 08.30 Lodi cantate

Ore 22,00 S. Messa e Veglia Pasquale


DOMENICA DI RISURREZIONE

ore 07,00 S.Messa
ore 08,30 S.Messa
ore 10,00 S. Messa
ore 11,30 S.Messa
ore 16,00 Rosario
ore 16,30 S.Messa - Segue Adorazione Eucaristica
ore 18,00 S.Messa
ore 21,00 S.Messa

LUNEDI' DELL'ANGELO

ore 07,00 S.Messa
ore 08,30 S.Messa
ore 10,00 S. Messa
ore 11,30 S.Messa
ore 16,00 Rosario
ore 16,30 S.Messa - Segue Adorazione Eucaristica
ore 18,00 S.Messa

Riflessioni e meditazioni

per accompagnare la Settimana Santa

 

L'enigma del male e la salvezza dell'uomo
(Card. Giacomo Biffi)

Il più grande ostacolo a credere è l’enigma del male nel mondo. Come è possibile che Dio voglia o permetta tanto dolore, tanta ingiustizia, tanta sofferenza anche innocente?
In realtà il male del mondo è invece ciò che rende necessaria e urgente la fede. Le angosce, le iniquità, le atrocità immotivate continuerebbero a sussistere anche se ci rifiutassimo di affidarci al Padre che è nei cieli, e addirittura ne negassimo l’esistenza.
Ma se non c’è più Dio non c’è più neppure l’attesa di un qualche indennizzo, non c’è neppure più la possibilità che un giorno i conti vengano pareggiati. Solo accettando l’iniziativa salvifica del Padre e riconoscendo che siamo posti entro un disegno che ci trascende, si può sperare che alla fine tutto abbia una spiegazione e una ragionevolezza.
E’ stato detto che dopo Auschwitz non è più possibile credere in Dio, il contrario è vero: dopo Auschwitz non è più possibile non credere in Dio, diversamente tutto nell'esistenza umana e nella storia sarebbe tragicamente inutile e quasi beffardo.
La presenza del male è un dato di fatto indipendentemente dalle nostre scelte ideologiche. Ma per chi non crede è un assurdo assolutamente irrimediabile; per chi crede diventa “mistero”, cioè una realtà che, essendo più alta di noi, proprio per questo ci può salvare dalle nostre contraddizioni.


Il Signore crocifisso

(Card. Giacomo Biffi)

Nel pomeriggio del Venerdì Santo sulla collina del Calvario ci sono tre crocifissi: spettacolo tremendo e crudele agli occhi dei circostanti. Ma agli occhi degli angeli che vedono al fondo delle cose, è la raffigurazione più eloquente dell’intero destino umano.
C’è appeso alla croce, il Figlio di Dio fatto uomo, che porta a compimento la sua missione e viene costituito così principio del rinnovamento del mondo.
C’è il malfattore pentito che con un breve e intenso atto di fede, si assimila interiormente a Cristo e raggiunge la salvezza insperata.
Ma c’è anche il malfattore ribelle che impreca contro Gesù.
Siamo tutti rappresentati in questa scena, in ciò che possiamo decidere e in ciò che non possiamo decidere.
Possiamo decidere di credere, vale a dire di affidarci al disegno del Padre che ci vuole «conformi all’immagine del Figlio suo» (Rm 8,29); e così, nelle nostre immancabili sofferenze, diventiamo in Gesù comprincipio della redenzione dell’universo.
Ma purtroppo possiamo anche decidere di non credere perché siamo liberi di fronte all’atto di fede. Non siamo invece liberi di schiodarci dalla croce di un’esistenza cne non è mai senza pena.
Il Signore ci aiuti a scegliere bene. Allora il nostro Venerdì Santo sfocerà nella Pasqua di gioia e di gloria.
Perché questo è la fede: ripercorrere sino in fondo, sino al lieto fine, la vicenda salvifica del Crocifisso Risorto.

La segnaletica del Calvario

di Tonino Bello

Per noi che corriamo distratti sulle corsie preferenziali di un cristianesimo fin troppo accomodante e troppo poco coerente, quali sono le frecce stradali che invitano a rallentare la corsa per imboccare l’unica carreggiata credibile, quella che conduce sulla vetta del Golgota? Miei cari fratelli, sulle grandi arterie, oltre alle frecce giganti collocate agli incroci, ce ne sono ogni tanto delle altre, di piccole dimensioni, che indicano snodi secondari. Ora, per noi che corriamo distratti sulle corsie preferenziali di un cristianesimo fin troppo accomodante e troppo poco coerente, quali sono le frecce stradali che invitano a rallentare la corsa per imboccare l’unica carreggiata credibile, quella che conduce sulla vetta del Golgota? Ve ne dico tre. Ma bisogna fare attenzione, perché si vedono appena.

La freccia dell’accoglienza.
É una deviazione difficile, che richiede abilità di manovra, ma che porta dritto al cuore del Crocifisso. Accogliere il fratello come un dono. Non come un rivale. Un pretenzioso che vuole scavalcarmi. Un possibile concorrente da tenere sotto controllo perché non mi faccia le scarpe. Accogliere il fratello con tutti i suoi bagagli, compreso il bagaglio più difficile da far passare alla dogana del nostro egoismo: la sua carta d’identità! Si, perché non ci vuole molto ad accettare il prossimo senza nome, o senza contorni, o senza fisionomia. Ma occorre una gran fatica per accettare quello che è iscritto all’anagrafe del mio quartiere o che abita di fronte a casa mia. Coraggio! Il Cristianesimo è la religione dei nomi propri, non delle essenze. Dei volti concreti, non degli ectoplasmi. Del prossimo in carne ed ossa con cui confrontarsi, e non delle astrazioni volontaristiche con cui crogiolarsi.

La freccia della riconciliazione.
Ci indica il cavalcavia sul quale sono fermi, a fare autostop, i nostri nemici. E noi dobbiamo assolutamente frenare. Per dare un passaggio al fratello che abbiamo ostracizzato dai nostri affetti. Per stringere la mano alla gente con cui abbiamo rotto il dialogo. Per porgere aiuto al prossimo col quale abbiamo categoricamente deciso di archiviare ogni tipo di rapporto. E’ sulla rampa del perdono che vengono collaudati il motore e la carrozzeria della nostra esistenza cristiana. E’ su questa scarpata che siamo chiamati a vincere la pendenza del nostro egoismo ed a misurare la nostra
fedeltà al mistero della croce.

La freccia della comunione
Al Golgota si va in corteo, come ci andò Gesù. Non da soli. Pregando, lottando, soffrendo con gli altri. Non con arrampicate solitarie, ma solidarizzando con gli altri che, proprio per avanzare insieme, si danno delle norme, dei progetti, delle regole precise, a cui bisogna sottostare da parte di tutti. Se no, si rompe qualcosa. Non il cristallo di una virtù che, al limite, con una confessione si può anche ricomporre. Ma il tessuto di una comunione che, una volta lacerata, richiederà tempi lunghi per pazienti ricuciture. Il Signore ci conceda la grazia di discernere, al momento giusto, sulla circonvallazione del Calvario, le frecce che segnalano il percorso della Via Crucis.
Che è l’unico percorso di salvezza. (scarica e stampa )